Politica Agricola Comune, per il 2020 l’Unione Europea deve decidere in fretta

Politica Agricola Comune, per il 2020 l’Unione Europea deve decidere in fretta

Lo scorso lunedì 19 novembre a Bruxelles si è riunito il Consiglio dei ministri per l’Agricoltura degli stati membri dell’Unione Europea: oggetto di discussione era la riforma della PAC (Politica Agricola Comune) post 2020. L’obiettivo resta la sua approvazione entro le elezioni europee del 2019, fissate nell’ultima settimana di maggio. Per tali ragioni, risulteranno decisivi i negoziati di questi ultimi mesi a cavallo fra il 2018 e l’inizio del nuovo anno. Durante il consesso di Bruxelles, c’è stata una mobilitazione davanti al Palazzo del Consiglio con la partecipazione transnazionale di migliaia di cittadini europei: mentre i manifestanti preparavano una “disco-soup” (zuppa di verdure cotta a ritmo di musica improvvisata con pentole e coperchi come percussioni), la campagna “Good Food, Good Farming” sui social network ha prodotto una enorme mole di fotografie con un messaggio chiaro per un cambiamento del paradigma per l’agricoltura europea. L’appello di oltre 80 associazioni ambientaliste ha chiesto così che la UE tenga in maggior conto gli aspetti ambientali, sociali e alimentari della produzione agricola. Per una politica che sostenga la transizione verso l’agroecologia, l’agricoltura biologica/biodinamica e verso la tutela degli ecosistemi, della salute e del paesaggio rurale, i cittadini italiani hanno partecipato con l’hashtag #CambiamoAgricoltura, rilanciando un TwitterStorm all’indirizzo del ministro Gian Marco Centinaio.

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